Come coltivare il tuo giardino

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FLOREA, la due giorni dedicata al verde chiusasi oggi a San Marino, non si è limitata ad offrire ad appassionati e cultori di fiori e piante, l’opportunità di acquistare quanto di meglio producono 30 fra i migliori florovivaisti del nostro Paese, ma ha consentito a centinaia di visitatori, di avvicinarsi ad un tema che appassiona sempre di più gli italiani: il giardinaggio. Non più solo hobby e passione, ma un mercato con un volume d’affari di 2,3 milioni d’euro, di cui 1 milione dedicata al solo acquisito di piante e il rimanente in fiori recisi.

E, visto che il 40 percento di chi compra si rivolge ad un vivaio, il produttore di piante e fiori, diventa sempre più il consigliere, l’esperto che ti accompagna nella progettazione e nella costruzione del tuo giardino o nello scegliere quali vegetali possano arredare la tua casa.

“La prima cosa di cui tenere conto è la dimensione su cui bisogna operare. Così possiamo capire su cosa orientarci – spiega Fabrizio Fessa, titolare dell’omonimo vivaio – bisogna poi pensare al fatto che le piante cambiano con le stagioni, crescono. Comprare oggi un acero giapponese, che ci affascina per i suoi straordinari colori, significa sapere che fra 20 anni sarà alto 3 metri, Stessa cosa per piante bellissime come i Cornioli, siano essi tra le varietà autoctone o, invece, coreane o americane.”

“Il giardino richiede anche cura. Seguirlo deve essere un piacere, una pausa rilassante nella giornata. Bastano 10 minuti il giorno per capire di cosa hanno bisogno le nostre piante – continua Fessa – il giardino lo devi fare per te. Puoi scegliere quelle che ti piacciono di più, provenienti anche da territori diversi dal nostro. Infatti, una pianta in vaso ci consente mantenerla bella e in salute con un minimo d’attenzione. Puoi avere bellissime camelie, anche se non abiti vicino ad un lago, luogo con clima e terreno ideale per questi fiori.”

Ed anche il cambiamento climatico degli ultimi anni, non sembra preoccupare molto Fessa: “ Le estati sono sempre più calde e lunghe, ma per mantenere bene le proprie piante, basta qualche semplice accorgimento. Per esempio, se fino a 10 anni fa avrei consigliato di piantare alcune specie in pieno sole, oggi indico di farlo in mezza ombra. Piuttosto, riserviamo attenzione alla terra che usiamo. Se, come a me, piacciono piante di brughiera come l’erica, dobbiamo usare torba e argilla acida. Altrimenti, avremo pessimi risultati.”

Concetti espressi anche nella giornata d’apertura della manifestazione, durante il convegno su paesaggio e ambiente tenuto dagli architetti paesaggisti Giuseppe Provasi e Cesare Micheletti, i quali hanno parlato del nuovo rapporto che lega progettazione urbana o extraurbana e ambiente. Soprattutto, di come chi costruisce giardini debba essere interprete della sensibilità e dell’approccio alla natura, del committente. Approccio legato ad una relazione con il verde inteso come fruizione, valore aggiunto nella vita della persona. Tanto che molti considerano ormai il giardino, naturale prolungamento dell’abitazione. Da curare e arredare con la stessa attenzione riservata a salotto o camera da letto.

Mentre, nella mattina di oggi il tema del verde pubblico e privato è stato affrontato a livello di grandi città e contesti urbani, da un dibattito cui hanno partecipato il “direttore del Verde” del Comune di Arezzo, Alfredo Strazzullo, quello del quartiere Isolotto di Firenze, Ciro Degli Innocenti e Tonino Ceccoli e Leonardo Lonfernini dell’Ufficio gestione risorse agricole e ambientali di San Marino.

All’ombra del monte Titano, grazie a una nuova serie di parchi, anche tematico educativi, il verde a disposizione dei cittadini si attesta su una media piuttosto alta: 53mq per abitante. Spazio che si riduce 21mq nella città d’Arezzo, nonostante lo sviluppo urbanistico degli ultimi 20 anni abbia portato la superficie del verde pubblico a 208 ettari di parchi e giardini. Poco più sotto è Firenze, dove tenendo conto delle differenze tra centro storico e resto della città, il valore medio si attesta sui 20mq a persona.

Ma ciò che gli esperti lamentano è la scarsità di risorse messe a loro disposizione, a fronte di un costante aumento delle aree verdi pubbliche da gestire. “Nel mio quartiere, fatto molto positivo, gli spazi verdi sono raddoppiati negli ultimi 20 anni: da 500milamq a 980mila – spiega Ciro Degli Innocenti – ma stanziamenti e fondi sono rimasti uguali, se non diminuiti.”

Le statiche sembrano dargli ragione. A Firenze si spende un euro l’anno per ogni mq di parco o giardino. La media di spesa europea all’interno delle grandi città storiche è di 4,50 euro. Parigi ne spende 5,50 e in Svizzera, a Lugano, si arriva addirittura a 7 volte tanto la capitale della Toscana: 7 euro e 56 centesimi.