Belle, rare e utili: le piante di Florea

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Le chiamano piante mangia smog. Sono Tillandsie, sempre verdi senza radici, che vivono su muri, tetti, alberi. Traggono i loro nutrimento dall’aria. Assorbono ossigeno e lo restituiscono dopo averne filtrato ossido di carbonio, anidride solforosa e ozono. In pratica, quanto inquina le nostre città. Nei grattacieli americani le inseriscono nei grandi uffici “open space” delle multinazionali. Risultato: ambiente più bello, aria più pura e meno mal di testa e sensazione di fatica per gli impiegati. E se avete problemi con i campi elettromagnetici del vostro televisore, la soluzione è semplice. Basta un vaso con un Cereus, un cactus peruviano. Le sue foglie carnose hanno, infatti, la caratteristica di trattenere, senza soffrirne, le emissioni magnetiche dei nostri elettrodomestici. Sono solo due esempi delle piante e di fiori curiosi, rari, esotici e tutti bellissimi, che ogni visitatore può conoscere e acquistare visitando FLOREA, mostra mercato di piante ed essenze rare, organizzata da “In & Out trade”, apertasi oggi al Centro “Garden” Cailungo di San Marino, con una cerimonia cui ha partecipato il Segretario di Stato al territorio della Repubblica di San Marino, Marino Riccardi.

Mentre, per avere una dimostrazione concreta di cosa significa biodiversità, basta osservare lo stand dei “Fratelli Gramaglia”, dove sono esposte buona parte delle 400 differenti specie di peperoncini, coltivate dal vivaio torinese. Ognuno ha un’origine geografica precisa, con straordinarie variazioni di toni e intensità nei colori dei frutti. Forme e colori che li rendono simili alle più belle piante ornamentali e hanno fatto coniare la definizione: “orto, un giardino che si mangia”.

Ma per anche gli amanti di fiori e piante più tradizionali la scelta è ampia. L’azienda specializzata “La Campanella” presenta, infatti, una straordinaria collezione di rose antiche. Tra loro le rose galliche, le antenate di quelle che oggi abitano i nostri giardini. Arrivano dritte dal medioevo, dalle abbazie cistercensi dove erano coltivate quali piante officinali, da monaci che ne utilizzavano bacche e petali per preparare infusi medicinali. Oggi per il loro fusto basso e rigoglioso, l’intenso profumo dei fiori e la bellezza dei colori, sono scelte per decorare aiuole e delimitare giardini.

E per chi cerca bulbi: l’imbarazzo della scelta è grande. Soprattutto, per chi si avvicina allo stand di “Raziel”. Il vivaio Padovano ne mette a disposizione del pubblico di ben 2500 tipi diversi. “Passiamo molti mesi l’anno in giro per il mondo a cercare nuove piante e fiori – spiega Pedro Minto, patron dell’azienda – scegliamo piante che prima di tutto devono piacerci e ci orientiamo verso le specie selvatiche. Sono meno delicate, più rustiche ed adattabili al clima italiano degli ibridi.”

FLOREA rimarrà aperta la pubblico fino alle serata (ore 19.00) di domani.

Ingresso 3 euro. Entrata libera per i bambini sotto i 12 anni. Apertura ore 9.00 – chiusura ore 19.00.